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RAFFORZAMENTO DEL PRESIDIO TERRITORIALE

Il tema del rafforzamento del presidio territoriale nella lotta alla contraffazione è tradizionalmente affrontato nell’ambito delle politiche pubbliche per la sicurezza.

Il riferimento è alla “sicurezza urbana”, che oltre a porre l’accento su una specifica dimensione locale (la città), valorizza l’integrazione delle azioni ai vari livelli di governo (Stato-RegioniProvince-Comuni) e ai vari livelli operativi (forze dell’ordine nazionali, forze di polizia locali).

Nel quadro dell’azione di contrasto locale, quindi, la lotta alla contraffazione è ricompreso tra gli ambiti di intervento delle politiche per la sicurezza urbana – diritto primario dei cittadini che concorre alla qualità della vita – e incluso nelle iniziative tese a garantire questo diritto, in primis i “Patti per la Sicurezza”. Nell’ambito di questi viene particolarmente valorizzata la collaborazione con le Polizie Municipali, che, per la loro conoscenza della realtà urbana,
possono portare un notevole valore aggiunto nel contrastare e prevenire il fenomeno.

Per il coordinamento delle operazioni che riguardano la contraffazione come questione legata all’ordine e alla sicurezza pubblica, esiste inoltre a livello locale uno strumento di coordinamento che mira a rendere più efficiente ed efficace il presidio del territorio: il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto e composto dal Questore, dal sindaco del comune capoluogo di provincia (e dai sindaci degli altri comuni interessati, quando vengono trattate questioni che si riferiscono al loro territorio), dal presidente della provincia, dai comandanti provinciali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale dello Stato.

Da cosa nasce dunque l’esigenza emersa dai lavori del Consiglio Nazionale di rafforzare il presidio territoriale della lotta alla contraffazione, pur in presenza di strumenti di policy (i Pattiper la Sicurezza) e di coordinamento delle Forze dell’Ordine (Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica) già funzionanti e collaudati?

Nasce innanzitutto dalla necessità di allargare la cornice delle sinergie operative tra istituzioni, conseguente all’acquisizione di una nuova consapevolezza sul fenomeno contraffazione, non più “solo” problema di ordine pubblico e di sicurezza, e quindi repressivo, bensì anche problema culturale, educativo ed economico. Nasce inoltre dalla necessità di individuare elementi di conoscenza e pratiche d’intervento meglio rispondenti alle specificità del territorio, non solo a livello repressivo, ma anche sul piano della tutela del tessuto economico locale e del rafforzamento del sistema culturale e valoriale del luogo. 

Il Consiglio Nazionale Anticontraffazione promuove la costituzione di Consigli Locali Anticontraffazione (a livello di capoluogo di regione) in modo da costituire presidi territoriali che aggreghino tutte le competenze e fungano da collegamento con il Consiglio Nazionale secondo il seguente modello indicativo di riferimento.

PNA

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